I Navigli di Leonardo

I Navigli possono essere una delle chiavi per riuscire a far passare il messaggio che a Milano (meglio, nell’area del Sistema dei Navigli milanesi e pavesi) si trovano cultura, tradizioni, gusto, arte, storia, natura e relax.

Il filo conduttore da est (Adda) a ovest (Ticino), passando dal Naviglio Martesana al Naviglio Grande e infine al Naviglio di Bereguardo, possono senz’altro essere i luoghi di Leonardo, i siti dove egli operò manifestando il suo genio.

Leonardo trovò in Lombardia le occasioni più propizie, le situazioni più favorevoli per i suoi sopralluoghi ed i suoi studi.

Un sottile ma prevedibile ‘fil rouge’ legava i suoi viaggi scientifici fra di loro, ieri come oggi, dal Fiume Adda alle pianure irrigue dell’ovest Milanese.

Ripercorrerne le tracce potrebbe risultare utile per rappresentare e confrontare scenicamente un territorio che, per molti versi, è rimasto immutato nella conformazione delle montagne, delle valli, dei fiumi, dei canali. Si tratta di un percorso ideale fondato sulla capacità di chi osserva i luoghi leonardiani di riconoscere in essi  il ‘genius loci’ che li ha suggeriti e modellati.

Ai tempi di Leonardo, la Lombardia, forte della sua posizione egemonica all’interno del Ducato Milanese, era il centro d’irradiazione di studi e di applicazione delle arti meccaniche per eccellenza. Ludovico il Moro lo incaricò di sopraintendere ai fiumi, ai Navigli, alle muzze, ai fossi, alle bocche pubbliche e private.

Fu così, che indirizzate le ricerche verso gli studi idraulici, Leonardo s’industriò a seguire i corsi d’acqua che dai monti scendevano al piano.

La rivisitazione dei luoghi di Leonardo non solo è suggestiva e carica di valenze, ma, una volta depurata delle scorie del tempo, ci può restituire, attraverso lo stupore, la meraviglia delle scoperte, delle annotazioni di Leonardo, il senso delle prime ricostruzioni d’ambiente, le matrici di un processo originario ancora in atto.

I cultori della rappresentazione del ‘bello’ e dell’intelligenza umana avrebbero così modo di esaltare sia i valori del territorio sia le sue proiezioni in campo naturalistico, scientifico, paesaggistico assecondando la visita in modo assolutamente discreto, avvalendosi dei moderni strumenti multimediali, ma solo per trascendere virtualmente la realtà dei luoghi e collocarli in quel ‘contesto ideale’ laddove ogni cosa possa riprendere il proprio spazio e senso originario.

A questo scopo si possono prevedere: esposizioni presso sedi prestigiose o nei punti nevralgici degli itinerari leonardiani; guide ragionate con mappe e indicazioni per le visite; pubblicazioni d’arte; strumenti multimediali (ipertesti, dvd , audioguide, app per smartphone); strumenti tradizionali (totem, piazzuole didattiche).

Si noti che si è recentemente chiusa il 5 febbraio u.s. a Londra (National Gallery) quella che viene considerata la più importante mostra su Leonardo da Vinci mai realizzata. La mostra considera una sola delle arti praticate da Leonardo, la pittura, ed ha come pay off ‘painter at the court of Milan’ perché i dipinti ed i disegni esposti sono stati realizzati tra il 1482 e il 1499, quando Leonardo era appunto alla corte di Ludovico il Moro.

Ma di quello stesso periodo, tutto quanto non è stato esposto a Londra è in Lombardia: dal Cenacolo alla Sala delle Asse del Castello Sforzesco, dal Codice Atlantico in gran parte redatto a Milano e in Lombardia come peraltro gran parte di quasi tutti i Codici leonardeschi, al sistema irriguo della Sforzesca presso Vigevano, alle Porte Vinciane della Conca dell’Incoronata sulla Martesana, alla realizzazione di alcune delle ‘macchine’, tra le altre quella per volare (1496), che sono in gran parte raccolte al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia di Milano, dedicato appunto a Leonardo da Vinci.

Sono noti gli studi idraulici di Leonardo ed anche il suo interesse per i Navigli, comprovato dagli svariati disegni che ne fece (sulle acque, sui traghetti, sulle conche, sulle macchine per dragare e sui ponti) al punto che alcuni studiosi ascrissero erroneamente a lui le prime realizzazioni di Conche mentre il realtà esse già esistevano quando Leonardo arrivò a Milano.

Certo è però che le studiò a fondo, molto probabile è che abbia introdotto alcuni miglioramenti nel loro funzionamento, e pressoché universalmente acquisito (in tutto il mondo le chiamano ‘porte vinciane’) che sua fu la progettazione e la prima realizzazione delle Porte per la Conca dell’Incoronata, poi replicate lungo tutti i Navigli e successivamente esportate in altri Paesi europei.

Leonardo lavorò sulla Martesana, studiò ed utilizzò per i suoi spostamenti il Naviglio Grande ed anche quello di Bereguardo, nelle sue frequenti visite alla Cascina Sforzesca alle porte di Vigevano, nella quale realizzò il Mulino della Scala e le canalizzazioni per l’irrigazione (cfr. disegni nel Codice Leicester/Hammer).

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I Percorsi di Leonardo

Depliant illustrativo Percorsi di Leonardo 2013